Violenza continuata

La violenza continuata ai sensi del § 107b StGB comprende relazioni violente di lunga durata, in cui una persona per un certo periodo di tempo viene ripetutamente maltrattata fisicamente o attaccata attraverso altre azioni punibili contro l’integrità fisica e la vita o contro la libertà. Sono tutelate l’integrità fisica e psichica nonché l’autonoma conduzione della vita della persona interessata. L’attenzione si concentra su costellazioni in cui la violenza non si verifica come episodio isolato, ma come schema ricorrente che genera controllo, paura e dipendenza.

La norma colma in modo mirato lacune di protezione, in cui le singole lesioni personali o i reati contro la libertà sarebbero di per sé insufficienti, perché l’ingiustizia effettiva deriva dalla durata, intensità e sistematicità della violenza. Particolarmente gravi sono i casi in cui la violenza porta a un controllo completo del comportamento, a una massiccia limitazione dell’autodeterminazione o a gravi conseguenze permanenti fino alla morte.

Una violenza continuata significa che una persona per un lungo periodo di tempo esercita ripetutamente violenza, ferisce il corpo o limita la libertà e in tal modo assume gradualmente il controllo sulla vita della persona interessata.

Violenza continuata ai sensi del § 107b StGB spiegata in modo comprensibile. Quadro sanzionatorio, esempi in sintesi.

Fattispecie oggettiva

Il presupposto oggettivo del § 107b StGB Violenza continuata comprende ogni comportamento riconoscibile dall’esterno che si estende per un periodo di tempo più lungo, si verifica ripetutamente ed è oggettivamente idoneo a compromettere in modo significativo l’integrità fisica o psichica nonché la libertà di una persona. È tutelato il diritto di condurre la propria vita senza maltrattamenti, minacce o interventi di controllo continui. Determinante è l’immagine complessiva della violenza continuata, non la motivazione soggettiva dell’autore. La vittima non deve opporre attivamente resistenza o provare paura; è sufficiente l’idoneità oggettiva delle azioni a causare un notevole stress o limitazione della conduzione della vita.

Fasi di verifica

Soggetto attivo:

Autore può essere qualsiasi persona che per un certo periodo di tempo compie ripetuti atti di violenza contro un’altra persona o li fa compiere da terzi. Non è necessaria una posizione speciale. Determinante è che gli atti di violenza ripetuti rimangano oggettivamente imputabili all’autore e formino un modello di violenza uniforme. test

Oggetto del reato:

Oggetto del reato è qualsiasi persona la cui integrità fisica e psichica nonché la cui libertà e autonoma conduzione della vita sono compromesse dalla violenza continuata. La norma protegge in particolare le persone che finiscono in una relazione violenta, in cui le aggressioni sono così frequenti, intense o sistematiche che una vita normale e autodeterminata è difficilmente possibile. Particolare importanza rivestono le persone vulnerabili, come bambini, anziani o persone con disabilità, che possono sfuggire alla violenza con maggiore difficoltà o difendersi con maggiore difficoltà.

Azione criminosa:

L’azione delittuosa costituisce il punto di riferimento centrale del reato. La violenza continuata richiede un comportamento ripetuto, sistematico e gravoso per un certo periodo di tempo. Le azioni devono dare un’immagine complessiva che, secondo l’esperienza di vita generale, sia idonea a danneggiare fisicamente, mettere sotto pressione psicologica o a limitare sensibilmente la libertà della persona interessata.

Definizione legale

Secondo § 107b comma 1 StGB è punibile chiunque eserciti violenza continuata contro un’altra persona per un periodo di tempo più lungo. Il comma 2 concretizza il concetto di violenza facendo riferimento a maltrattamenti fisici e azioni dolose punibili contro l’integrità fisica e la vita o contro la libertà, mentre le azioni punibili ai sensi del § 107a StGB, § 108 StGB e § 110 StGB sono espressamente escluse. I commi 3 e 3a inaspriscono il quadro sanzionatorio se attraverso la violenza continuata si stabilisce un controllo completo del comportamento della persona lesa, la sua autonoma conduzione della vita è notevolmente limitata o sono interessate persone particolarmente bisognose di protezione, la violenza avviene in modo atroce o si aggiungono ripetuti reati sessuali. Il comma 4 norma casi particolarmente gravi con gravi conseguenze permanenti o esito letale come fattispecie di reato con pene notevolmente aumentate.

1. Maltrattamenti fisici ripetuti

Tipici sono ricorrenti aggressioni fisiche come pugni, spinte, strangolamenti, calci o altre forme di maltrattamenti che si protraggono per settimane o mesi. Di per sé, i singoli episodi potrebbero apparire come lesioni personali, ma nel contesto formano un modello di violenza che terrorizza costantemente la vittima, mina l’autostima e limita massicciamente la libertà di azione. Decisivo è che l’autore sappia che con ogni ulteriore maltrattamento continua una spirale di violenza già esistente.

2. Ripetuti attacchi contro l’integrità fisica e la vita

Oltre ai maltrattamenti fisici, la fattispecie comprende anche altre azioni punibili contro l’integrità fisica e la vita, come minacce pericolose con violenza fisica, lo spingere in luoghi pericolosi o il trattenere con la forza, a condizione che queste azioni facciano parte di una relazione violenta persistente. Il confine con il mero caso isolato è superato laddove la quotidianità è caratterizzata da ripetute minacce di violenza, aggressioni fisiche o dalla costante paura della prossima aggressione.

3. Interventi continui nella libertà

La violenza continuata comprende anche ripetuti interventi nella libertà della persona interessata, come rinchiudere, sorveglianza sistematica, sottrazione di chiavi, telefono cellulare o documenti di identità o l’impedimento permanente di lasciare l’abitazione. Tali azioni sono trattate penalmente come reati contro la libertà, ma assumono particolare importanza nel quadro del § 107b StGB se fanno parte di un sistema globale di violenza e controllo che di fatto annulla la conduzione della vita autodeterminata.test

4. Violenza nella sfera sociale e nei rapporti di dipendenza

Tipiche sono le relazioni violente nel quadro di partnership, famiglie, rapporti di assistenza o altre dipendenze. L’autore sfrutta la sua vicinanza, la sua superiorità economica o i legami emotivi per utilizzare ripetutamente la violenza e in tal modo costringere obbedienza, paura e sottomissione. I singoli episodi appaiono spesso all’esterno come conflitti privati, solo la visione d’insieme delle aggressioni ricorrenti chiarisce che sussiste una violenza continuata punibile.

5. Controllo della conduzione della vita

In casi qualificati ai sensi del § 107b comma 3 StGB, la violenza continuata porta a far sì che la persona interessata sia completamente controllata nel suo comportamento o la sua autonoma conduzione della vita sia notevolmente limitata. Si intendono costellazioni in cui la vittima può lasciare la casa solo con il consenso dell’autore, i contatti sociali vengono interrotti, la propria gestione finanziaria viene sottratta o la costante minaccia di violenza impedisce di fatto ogni decisione autonoma. La violenza non serve quindi solo a punire singoli comportamenti, ma alla sottomissione duratura dell’intera conduzione della vita alla volontà dell’autore.

Esito del reato:

Non è necessario un evento delittuoso separato. È sufficiente che la violenza sia continuata per un certo periodo di tempo e sia oggettivamente idonea a compromettere in modo significativo l’integrità fisica o psichica o la libertà della vittima. Le conseguenze effettive delle lesioni non sono un presupposto, ma possono influenzare la valutazione dell’intensità.

Causalità:

Causale è ogni comportamento senza il quale il modello di violenza non sarebbe sorto. In caso di conseguenze gravi, la causa deve risiedere nella violenza ripetuta. È da escludere che altre circostanze abbiano causato le gravi conseguenze. In caso di successi qualificati, il danno deve essere chiaramente riconducibile alla violenza continuata.

Imputazione oggettiva:

Oggettivamente imputabile è il comportamento se l’autore, attraverso gli atti di violenza continuati, crea o aumenta notevolmente un pericolo giuridicamente disapprovato per l’integrità fisica e psichica nonché per la libertà della persona interessata e questo pericolo si realizza nella concreta compromissione o nel successo qualificato. Non sono comprese le dispute isolate e situative senza una riconoscibile struttura di ripetizione. La fattispecie deve comprendere proprio quelle costellazioni in cui la violenza viene consapevolmente utilizzata come mezzo duraturo per l’esercizio del potere.

Circostanze aggravanti

§ 107b comma 3 StGB riguarda costellazioni in cui la violenza continuata porta a far sì che la persona interessata sia sensibilmente limitata nella sua vita quotidiana o l’autore costruisca un controllo completo sul suo comportamento.Il comma 3a fa riferimento a vittime particolarmente bisognose di protezione, come persone minorenni o indifese a causa della salute, a modalità di commissione atroci nonché a casi in cui, nel quadro della relazione violenta, vengono commessi ripetuti reati contro l’autodeterminazione e l’integrità sessuale.Il comma 4 comprende i decorsi più gravi, in cui la violenza continuata porta a gravi danni permanenti o alla morte. In questi casi, la legge valuta la violenza continuata come un illecito massicciamente aumentato con un peso corrispondentemente maggiore.

Rechtsanwalt Sebastian Riedlmair Sebastian Riedlmair
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„Decisiva è l’immagine complessiva delle aggressioni ripetute, non la considerazione isolata dei singoli atti di violenza.“
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Delimitazione rispetto ad altri reati

Il presupposto oggettivo della violenza continuata ai sensi del Il § 107b StGB non comprende un singolo comportamento violento, ma un rapporto di violenza duraturo, che si compone di più azioni punibili. Decisivi sono la ripetizione, la durata e l’utilizzo sistematico della violenza per stabilire controllo o sottomissione. L’illecito nasce dal fatto che la violenza non viene utilizzata una sola volta, ma come mezzo duraturo di esercizio del potere. La delimitazione rispetto ad altri reati avviene soprattutto attraverso il fattore tempo e l’immagine complessiva di un modello di violenza continuato.

Concorsi:

Concorso reale:

Sussiste un vero concorso quando alla violenza continuata si aggiungono ulteriori reati autonomi, come lesioni personali, lesioni personali gravi, minaccia pericolosa, coazione, sequestro di persona, maltrattamento di persone affidate alla cura, reati sessuali o danneggiamento. La violenza continuata non soppianta fondamentalmente questi reati, ma sussiste regolarmente in modo autonomo accanto a essi.

Nella commisurazione della pena è da tenere presente che i singoli atti sono allo stesso tempo parte di un rapporto di violenza sovraordinato.

Concorso apparente:

La violenza continuata recede se il comportamento soddisfa allo stesso tempo una fattispecie più grave, come lesioni personali gravi, coazione grave, stupro o sequestro di persona a scopo di estorsione. In questi casi, la pena viene inflitta esclusivamente in base al reato più grave, anche se gli atti di violenza ripetuti di per sé costituirebbero una violenza continuata.

Importante rimane: Le circostanze aggravanti non possono essere valutate due volte nella commisurazione della pena.
Ripetizione, durata e controllo non possono contare nuovamente come aggravanti se sono già contenute nel reato più grave.

Pluralità di reati:

Sussiste una pluralità di reati se l’autore conduce più rapporti di violenza separati l’uno dall’altro, ad esempio se maltratta ripetutamente persone diverse indipendentemente l’una dall’altra. Sussiste una pluralità di reati anche se tra due relazioni violente sussiste una chiara cesura temporale, in modo che le azioni non possano più essere considerate come un unico evento.In questi casi, ogni relazione violenta viene valutata come reato proprio e punita separatamente.

Azione continuata:

Si deve presumere un unico reato se il rapporto di violenza sussiste ininterrottamente e viene perseguito lo stesso scopo, come il controllo, l’intimidazione o la sottomissione duratura della vittima.

Il reato termina solo quando il rapporto di violenza viene effettivamente concluso. Brevi fasi di riposo, in cui semplicemente non si verificano aggressioni senza che l’autore abbandoni il suo comportamento, non interrompono l’evento delittuoso. In questi casi, la violenza continuata rimane un’unica unità di azione.

Onere della prova & valutazione delle prove

Procura:

La procura deve dimostrare che per un periodo di tempo più lungo è stata esercitata ripetutamente violenza contro la stessa persona. I singoli episodi non sono sufficienti; decisiva è un’immagine complessiva che mostri che si tratta di un rapporto di violenza duraturo.

In particolare, è da rappresentare

Per i casi più gravi devono inoltre essere comprovate ulteriori circostanze, come

Tribunale:

Il tribunale valuta tutte le prove nel contesto complessivo. Verifica se il comportamento è da valutare oggettivamente come violenza continuata. Si tratta di stabilire se per un periodo di tempo più lungo è riconoscibile un modello di violenza che ha gravato notevolmente sulla persona interessata a livello fisico, psichico e nella quotidianità.

Il tribunale presta particolare attenzione a

Il tribunale distingue chiaramente tra

Persona accusata:

L’accusato non ha alcun onere della prova. Tuttavia, può sollevare dubbi fondati, ad esempio per quanto riguarda

Può anche evidenziare contraddizioni o esagerazioni nelle dichiarazioni della persona interessata. Decisivo è se alla fine rimangono dubbi legittimi sul fatto che sia effettivamente esistita una relazione di violenza duratura.

Valutazione tipica

Nel caso del § 107b StGB, in pratica sono particolarmente rilevanti le seguenti prove:

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„La sfida consiste nel documentare in modo chiaro e dimostrare in modo convincente un modello di violenza cresciuto nel corso dei mesi.“
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Esempi pratici

Questi esempi dimostrano che la violenza continuata è presente quando un aggressore utilizza consapevolmente la violenza per un periodo di tempo prolungato per esercitare potere, controllare o umiliare e quindi compromette gravemente l’integrità fisica, la libertà e l’autonomia dello stile di vita di una persona. Decisivi sono la ripetizione, la durata e la struttura riconoscibile di una relazione violenta.

Fattispecie soggettiva

L’elemento soggettivo richiede dolo. L’autore deve riconoscere di esercitare ripetutamente violenza per un periodo di tempo prolungato e che questo comportamento è idoneo a compromettere in modo significativo l’integrità fisica, la libertà e lo stile di vita della persona interessata. È sufficiente che sappia o almeno si aspetti seriamente che le sue azioni non siano solo scivoloni occasionali, ma parte di una serie continua di violenze e che tipicamente generino paura, sottomissione e perdita di controllo.

Non è necessario un dolo intenzionale mirato a dominare o controllare completamente lo stile di vita della vittima. Di norma è sufficiente il dolo eventuale, ovvero l’accettazione consapevole che attraverso il comportamento violento ripetuto si crei un ambiente permanentemente stressante e limitante.

Non c’è dolo se l’autore presume seriamente e in modo comprensibile che il suo comportamento non appaia come violenza continuata, ad esempio perché si tratta oggettivamente di un episodio isolato o perché si credeva in buona fede in una situazione di legittima difesa. Tuttavia, chi utilizza continuamente la violenza e accetta che si crei un clima di paura e sottomissione costanti, di norma soddisfa l’elemento soggettivo della violenza continuata.

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„Chi utilizza consapevolmente la violenza per un periodo di tempo prolungato, di norma accetta anche la paura e la sottomissione della vittima che ne derivano.“
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Colpa & Errori

Errore sul divieto:

Un errore di divieto scusa solo se era inevitabile. Chi adotta un comportamento che interferisce in modo riconoscibile con i diritti altrui e viola la loro integrità fisica, libertà o integrità psichica, di norma non può invocare il fatto di non aver riconosciuto l’illiceità. Ognuno è tenuto a informarsi sui limiti legali del proprio agire. Una semplice ignoranza o un errore negligente non esonerano dalla responsabilità.

Principio di colpevolezza:

È punibile solo chi agisce con colpa. I reati dolosi richiedono che l’autore riconosca l’evento essenziale e lo accetti almeno tacitamente. Se manca questo dolo, ad esempio perché l’autore presume erroneamente che il suo comportamento sia consentito o venga sostenuto volontariamente, si configura al massimo la colpa. Questa non è sufficiente per i reati dolosi.

Incapacità di intendere e di volere:

Nessuna colpa grava su chi al momento del fatto non era in grado di comprendere l’ingiustizia del suo agire o di agire secondo questa comprensione a causa di un grave disturbo mentale, di una compromissione mentale patologica o di una notevole incapacità di controllo. In caso di dubbi in tal senso, viene richiesta una perizia psichiatrica.

Stato di necessità scusante:

Può sussistere uno stato di necessità scusante se l’autore agisce in una situazione di coercizione estrema per scongiurare un pericolo acuto per la propria vita o per la vita altrui. Il comportamento rimane illecito, ma può avere un effetto attenuante o scusante sulla colpa se non esisteva altra via d’uscita. Nei casi di violenza continuata, tale stato di necessità sarà preso in considerazione seriamente solo in casi eccezionali.

Legittima difesa putativa:

Chi crede erroneamente di essere autorizzato a un’azione difensiva, agisce senza dolo se l’errore era serio e comprensibile. Tale errore può attenuare o escludere la colpa. Tuttavia, se rimane una violazione del dovere di diligenza, si può prendere in considerazione una valutazione colposa o attenuante della pena, ma non una giustificazione. In pratica, tale errore raramente avrà successo in una relazione violenta prolungata.

Estinzione della pena & Diversione

Diversione:

Una deviazione è in linea di principio possibile in caso di violenza continuata, ma in pratica solo in rari casi molto lievi. Il reato presuppone tipicamente ripetizione, durata e un onere considerevole, il che di norma depone contro una colpa lieve. Quanto più marcato è il modello di violenza, quanto più lungo è il periodo di tempo e quanto più chiari sono il controllo o la restrizione dello stile di vita, tanto più irrealistica è una soluzione diversionale.

Nelle varianti gravi, una deviazione praticamente non è più presa in considerazione.

Una deviazione può essere esaminata solo se

Se si prende in considerazione una deviazione, il tribunale può ordinare prestazioni pecuniarie, servizi di pubblica utilità, istruzioni di supervisione o una compensazione del danno. Una deviazione non comporta nessuna condanna e nessuna iscrizione nel casellario giudiziale.

Esclusione della diversione:

Una deviazione è regolarmente esclusa se

Quanto più chiaramente si delinea un modello sistematico di violenza e controllo, tanto più un tribunale rifiuterà una liquidazione diversionale e riterrà opportuna una condanna formale con una pena detentiva tangibile.

Rechtsanwalt Sebastian Riedlmair Sebastian Riedlmair
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„La commisurazione della pena in caso di violenza continuata riflette quanto profondamente la relazione violenta interferisce nella vita quotidiana e quanto distruttiva sia stata per l’autodeterminazione della vittima.“
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Determinazione della pena & Conseguenze

Il tribunale commisura la pena in base alla durata, alla frequenza e all’intensità degli atti di violenza, nonché alla misura in cui il comportamento ha effettivamente compromesso lo stile di vita della vittima. Decisivo è se l’autore ha utilizzato la violenza ripetutamente, in modo mirato o pianificato per un periodo di tempo prolungato e se si è creato un clima di paura, sottomissione e dipendenza. Quanto più a lungo dura la violenza, quanto più massicci sono gli interventi e quanto più forte è il controllo sulla vittima, tanto più alte saranno le pene previste. Conseguenze fisiche o psichiche significative aumentano ulteriormente il peso.

Circostanze aggravanti sussistono in particolare se

Circostanze attenuanti sono, ad esempio,

Il tribunale può sospendere condizionalmente una pena detentiva se sono soddisfatti i presupposti legali ed esiste una prognosi sociale positiva. In caso di violenza continuata, questa possibilità viene applicata con maggiore cautela con l’aumentare della gravità della violenza, con un chiaro effetto di controllo e con conseguenze significative per le lesioni. Nei casi lievi del tipo di reato di base, si può comunque prendere in considerazione una pena detentiva sospesa condizionalmente o parzialmente.

Limiti di pena

La violenza continuata è minacciata nel tipo di reato di base con una pena detentiva fino a tre anni. Con ciò, il legislatore chiarisce che le relazioni violente di lunga durata rappresentano una notevole interferenza con l’integrità fisica e psichica, nonché con l’autonomia dello stile di vita. Il tipo di reato di base costituisce la base da cui si sviluppano gli ulteriori quadri sanzionatori.

Per le forme più gravi di violenza continuata, la legge aumenta significativamente il quadro sanzionatorio. Se la violenza porta a un controllo completo del comportamento della persona interessata o il suo stile di vita autonomo è significativamente limitato, si configura una forma qualificata. In questi casi, la pena minacciata è da sei mesi a cinque anni.

Il quadro sanzionatorio è ancora più elevato se si aggiungono circostanze particolarmente gravose. Ciò riguarda in particolare i casi in cui la violenza è diretta contro persone particolarmente bisognose di protezione, gli atti di violenza vengono eseguiti in modo straziante o vengono commessi ripetutamente reati sessuali nell’ambito della stessa relazione violenta. In tali costellazioni qualificate, il quadro sanzionatorio varia da uno a dieci anni di pena detentiva.

Le conseguenze più gravi portano a un tipo di reato criminale. Se la violenza continuata causa gravi conseguenze permanenti o viene esercitata per più di un anno nella forma particolarmente gravosa, il quadro sanzionatorio è da cinque a quindici anni. Se si verifica la morte della persona interessata in relazione alla violenza continuata, la pena minacciata aumenta ulteriormente e si colloca tra i dieci e i vent’anni di pena detentiva.

Una successiva scusa, presa di distanza o la cessazione della relazione violenta non modificano i quadri sanzionatori prescritti dalla legge. Tali circostanze possono essere prese in considerazione solo nell’ambito della concreta commisurazione della pena; non hanno alcuna influenza sulla classificazione del fatto come tipo di reato di base, qualificazione o crimine.

Multa – Sistema delle quote giornaliere

Il diritto penale austriaco calcola le multe secondo il sistema delle quote giornaliere. Il numero delle quote giornaliere dipende dalla colpa, l’importo per giorno dalla capacità finanziaria. In questo modo la pena viene adattata alle condizioni personali e rimane comunque percepibile. Anche per reati come la violenza continuata, nei casi meno gravi del tipo di reato di base, invece di una breve pena detentiva, può essere inflitta una pena pecuniaria se sono soddisfatti i presupposti legali.

Nota:

In caso di violenza continuata, una pena pecuniaria viene presa in considerazione soprattutto se si tratta di costellazioni meno intense e limitate nel tempo nell’ambito del tipo di reato di base, non si sono verificate lesioni significative o conseguenze psichiche permanenti e l’autore è immediatamente consapevole. Quanto più chiaramente si manifesta una relazione violenta duratura, un effetto di controllo completo o gravi conseguenze, tanto più una pena detentiva tangibile passa in primo piano.

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„Il sistema delle aliquote giornaliere combina una sanzione tangibile con una pena che è adattata alla capacità economica.“

Pena detentiva & Sospensione condizionale (parziale)

Il § 37 StGB consente, in determinati casi, di infliggere una pena pecuniaria invece di una pena detentiva di massimo un anno, se ciò appare sufficiente tenendo conto della colpa e della personalità dell’autore. Questa possibilità esiste in linea di principio anche per reati come la violenza continuata, ma a causa del tipico effetto di carico aumentato deve essere applicata con cautela.

Il § 43 StGB consente la sospensione condizionale di una pena detentiva fino a due anni, se esiste una prognosi sociale positiva. Anche in caso di violenza continuata, si può prendere in considerazione una pena sospesa condizionalmente, in particolare nei casi limite del tipo di reato di base, breve durata della violenza, chiara presa di distanza e stabile integrazione sociale dell’autore. Quanto più grave è la violenza, quanto più chiara è la struttura di controllo e quanto più gravi sono le conseguenze, tanto più restrittiva viene gestita la sospensione condizionale.

Il § 43a StGB apre la possibilità della sospensione parzialmente condizionale. Una parte della pena è pena detentiva incondizionata, il resto viene sospeso condizionalmente. Proprio nei casi di violenza continuata con un notevole contenuto di illecito, un tribunale può scegliere questa forma mista per infliggere da un lato una sanzione tangibile, dall’altro promuovere la risocializzazione e fissare limiti chiari all’autore attraverso obblighi di prova.

Articoli da 50 a 52 StGB: Il tribunale può inoltre impartire istruzioni e disporre l’assistenza alla libertà vigilata. Si considerino, ad esempio, divieti di contatto, divieti di accesso, programmi terapeutici obbligatori, risarcimento dei danni o partecipazione a programmi di protezione dalla violenza. L’obiettivo è una stabile riabilitazione legale, la protezione della vittima e la prevenzione vincolante di ulteriori atti di violenza.

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„La clemenza condizionale o parzialmente condizionale presuppone che, nonostante le gravi accuse, esista una prognosi sociale sostenibile.“

Competenza dei tribunali

Competenza materiale

Il Landesgericht è generalmente competente per l’esercizio continuato della violenza. Già il reato di base prevede una pena detentiva fino a tre anni e rientra quindi nella competenza del Landesgericht in qualità di giudice unico. In caso di varianti di reato qualificate con pene più elevate, in particolare per i reati di cui all’ § 107b comma 4 StGB , il Landesgericht decide in qualità di tribunale collegiale. La composizione del tribunale dipende dall’entità della pena applicabile e dalla classificazione come reato o crimine.

Non è previsto un tribunale della giuria popolare, perché nessuna variante dell’esercizio continuato della violenza è punibile con l’ergastolo e i presupposti legali per la competenza di un tribunale della giuria popolare non sono quindi soddisfatti.

Rechtsanwalt Peter Harlander Peter Harlander
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„La competenza per materia segnala già che l’esercizio continuato della violenza viene regolarmente trattato dinanzi al Landesgericht.“

Competenza territoriale

Il tribunale competente è quello del luogo del reato. Determinante è in particolare

Se il luogo del reato non può essere determinato con chiarezza, la competenza si basa sul domicilio dell’imputato, sul luogo dell’arresto o sulla sede della procura competente per materia. Il procedimento viene condotto dove è meglio garantita una realizzazione appropriata e corretta.

Grado di giudizio

Contro le sentenze del Landesgericht è possibile presentare appello all’Oberlandesgericht. Le decisioni dell’Oberlandesgericht possono essere successivamente impugnate mediante ricorso per nullità o ulteriore appello alla Corte Suprema. I mezzi di ricorso concreti dipendono dal tipo di sentenza, dall’entità della pena e dai motivi di nullità fatti valere.

Pretese civili nel procedimento penale

In caso di esercizio continuato della violenza, la vittima stessa o i parenti stretti possono far valere pretese di diritto civile direttamente nel procedimento penale in qualità di parte civile. A causa dei ripetuti atti di violenza, sono spesso in discussione il risarcimento del danno morale, i costi dell’assistenza psicologica o medica, la perdita di guadagno e il risarcimento per ulteriori conseguenze psichiche o sulla salute.

L’adesione della parte civile sospende la prescrizione di tutte le pretese fatte valere, fintanto che il procedimento penale è pendente. Solo dopo la conclusione definitiva del procedimento, il termine di prescrizione riprende a decorrere, nella misura in cui la pretesa non sia stata integralmente riconosciuta.

Un risarcimento volontario del danno, come ad esempio una scusa sincera, un risarcimento finanziario o un sostegno attivo alla persona interessata, può avere un effetto attenuante sulla pena, a condizione che avvenga in modo tempestivo, credibile e completo. In molti casi è opportuno raggruppare in modo strutturato le pretese di diritto civile nel procedimento penale.

Tuttavia, se l’autore ha mostrato per un periodo prolungato un comportamento violento ostinato e sistematico, ha gravato massicciamente sulla persona interessata o ha creato una situazione di stress psicologico e fisico particolarmente incisiva, un successivo risarcimento perde di norma in gran parte il suo effetto attenuante. In tali casi, un risarcimento successivo non può relativizzare in modo decisivo il torto commesso.

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Il procedimento penale in sintesi

Diritti dell’accusato

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„I passi giusti nelle prime 48 ore spesso decidono se un procedimento degenera o rimane controllabile.“
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Prassi & consigli comportamentali

  1. Mantenere il silenzio.È sufficiente una breve dichiarazione: “Mi avvalgo del mio diritto di rimanere in silenzio e parlo prima con il mio difensore”. Questo diritto vale già a partire dal primo interrogatorio da parte della polizia o della procura.
  2. Contattare immediatamente la difesa.Senza accesso agli atti di indagine non dovrebbe essere rilasciata alcuna dichiarazione. Solo dopo l’accesso agli atti la difesa può valutare quale strategia e quale acquisizione di prove siano sensate.
  3. Mettere subito al sicuro le prove.Redigere referti medici, foto con data e scala, eventualmente radiografie o TAC. Conservare separatamente indumenti, oggetti e registrazioni digitali. Redigere un elenco di testimoni e verbali di memoria entro due giorni al massimo.
  4. Non prendere contatto con la controparte.Messaggi, chiamate o post propri possono essere utilizzati come prove contro di Lei. Tutta la comunicazione deve avvenire esclusivamente tramite la difesa.
  5. Mettere al sicuro tempestivamente le registrazioni video e dati.I video di sorveglianza sui mezzi di trasporto pubblici, nei locali o dalle amministrazioni condominiali vengono spesso cancellati automaticamente dopo pochi giorni. Le richieste di salvataggio dei dati devono quindi essere presentate immediatamente ai gestori, alla polizia o alla procura.
  6. Documentare perquisizioni e sequestri.In caso di perquisizioni domiciliari o sequestri, dovrebbe richiedere una copia dell’ordinanza o del verbale. Annoti data, ora, persone coinvolte e tutti gli oggetti portati via.
  7. In caso di arresto: nessuna dichiarazione sull’oggetto.Insista per un’immediata comunicazione alla Sua difesa. La custodia cautelare può essere disposta solo in caso di grave sospetto e ulteriore motivo di custodia cautelare. Misure meno severe come promessa, obbligo di notifica o divieto di contatto sono prioritarie.
  8. Preparare in modo mirato il risarcimento del danno.Pagamenti o offerte di risarcimento devono essere gestiti e documentati esclusivamente tramite la difesa. Un risarcimento strutturato del danno può avere un effetto positivo sulla diversione e sulla commisurazione della pena, senza che ciò impedisca automaticamente una condanna in casi gravi.

I suoi vantaggi con il supporto legale

I casi di esercizio continuato della violenza riguardano profonde ingerenze nell’integrità fisica e psichica, nella libertà personale e nella autonoma conduzione della vita di una persona. Decisivo è se il comportamento è da qualificare come rapporto di violenza per un periodo prolungato e se genera un onere, un controllo o una subordinazione persistenti. Già piccole differenze nella durata, nell’intensità, nel tipo di aggressioni o nella situazione personale delle persone coinvolte possono modificare notevolmente la valutazione giuridica.

Una rappresentanza legale tempestiva garantisce che tutti gli atti di violenza siano correttamente documentati, le dichiarazioni siano correttamente classificate e le circostanze sia aggravanti che attenuanti siano accuratamente esaminate. Solo un’analisi strutturata mostra se sussiste realmente un esercizio continuato della violenza ai sensi della legge o se singoli episodi sono esagerati, fraintesi o erroneamente raggruppati in un presunto rapporto di violenza.

Il nostro studio legale

In qualità di studio legale specializzato in diritto penale, garantiamo che l’accusa di esercizio continuato della violenza sia esaminata in modo giuridicamente preciso e che il procedimento sia condotto su una base di fatti completa ed equilibrata.

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„Una consulenza penale strutturata separa le accuse fondate dalle esagerazioni e protegge da decisioni affrettate.“
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FAQ – Domande frequenti