Messa in pericolo intenzionale della collettività

Ai sensi del § 176 StGB, si configura messa in pericolo intenzionale della collettività quando, attraverso un atto intenzionale, si crea un pericolo per l’integrità fisica o la vita di un numero elevato di persone o per proprietà altrui su vasta scala, a condizione che non si tratti di incendio doloso, messa in pericolo intenzionale mediante energia nucleare o radiazioni ionizzanti, ovvero messa in pericolo intenzionale mediante esplosivi. Decisivo non è il verificarsi del danno, bensì il pericolo per la collettività causato dal comportamento.

L’illecito aggravato deriva dalla creazione consapevole di una situazione di pericolo incontrollabile. La messa in pericolo intenzionale della collettività non è quindi un mero reato contro il patrimonio, bensì un grave reato di pericolo.

Si configura messa in pericolo intenzionale della collettività quando viene intenzionalmente creata una situazione che mette in pericolo molte persone o proprietà altrui in misura significativa, a condizione che non si tratti di incendio doloso o esplosione.

Spiegazione della messa in pericolo intenzionale della collettività ai sensi del § 176 StGB. Quando un'azione è considerata un pericolo per la collettività e quali sono le sanzioni previste.
Rechtsanwalt Sebastian Riedlmair Sebastian Riedlmair
Harlander & Partner Rechtsanwälte
„Chi crea consapevolmente un pericolo che minaccia molte persone o proprietà altrui su vasta scala, rischia non solo danni materiali, ma anche un procedimento penale per un grave reato di pericolo per la collettività.“

Fattispecie oggettiva

L’elemento oggettivo del reato comprende esclusivamente l’evento criminoso percepibile dall’esterno. Decisivo è ciò che sarebbe accertabile mediante osservazione neutrale, quindi azioni concrete, processi, mezzi impiegati e la situazione di pericolo creata. Processi interni come dolo, conoscenza o motivi sono irrilevanti e non fanno parte dell’elemento oggettivo del reato.

Si presuppone che l’autore, diversamente da quanto avviene con l’incendio doloso, la messa in pericolo intenzionale mediante energia nucleare o radiazioni ionizzanti, ovvero la messa in pericolo intenzionale mediante esplosivi, provochi un pericolo per l’integrità fisica o la vita di un numero elevato di persone o per proprietà altrui su vasta scala.

Si configura un pericolo per la collettività quando il pericolo non è limitato a singole persone, bensì minaccia contemporaneamente un numero indeterminato di persone o ingenti valori patrimoniali altrui. Decisiva è l’ampiezza del pericolo.

È sufficiente che si crei una reale situazione di pericolo. Il verificarsi effettivo di un danno non è necessario. Decisivo è che l’evento sia idoneo a mettere in pericolo in modo significativo molte persone o proprietà altrui.

Non sono inclusi i casi di incendio doloso, di messa in pericolo intenzionale mediante energia nucleare o radiazioni ionizzanti, nonché di messa in pericolo intenzionale mediante esplosivi, poiché questi elementi costitutivi del reato sono disciplinati autonomamente. Il § 176 StGB si applica solo se non sussiste nessuno di questi elementi costitutivi speciali.

Circostanze aggravanti

Se l’atto ha una delle conseguenze indicate nell’incendio doloso con gravi conseguenze, in particolare

si applicano le maggiori pene previste.
È necessario il verificarsi effettivo di queste gravi conseguenze. La mera pericolosità dell’atto non è sufficiente.

Fasi di verifica

Soggetto attivo:

Il soggetto attivo può essere qualsiasi persona penalmente responsabile. Non sono necessarie particolari caratteristiche personali.

Oggetto del reato:

Oggetto del reato sono l’integrità fisica o la vita di un numero elevato di persone oppure proprietà altrui su vasta scala. Decisiva è l’ampiezza e l’intensità del pericolo, non l’attribuzione individuale.

Azione criminosa:

L’azione criminosa consiste nel provocare un pericolo per la collettività mediante un’azione attiva o un’omissione contraria ai propri doveri. È necessario un comportamento che crei direttamente una situazione di pericolo generale.

Esito del reato:

L’evento criminoso consiste nella creazione del concreto pericolo per la collettività. Il verificarsi di un danno non è necessario.

Causalità:

Tra il comportamento dell’autore e la situazione di pericolo deve sussistere un nesso di causalità. Il pericolo deve essere sorto proprio a causa di questo comportamento.

Imputazione oggettiva:

L’evento è oggettivamente imputabile se si realizza esattamente il tipico pericolo per la collettività che l’elemento costitutivo del reato intende prevenire.

Rechtsanwalt Sebastian Riedlmair Sebastian Riedlmair
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„Decisiva è la reale situazione di pericolo. Non deve succedere nulla. È sufficiente che l’evento potesse sfuggire al controllo in qualsiasi momento e che un numero elevato di persone o ingenti valori patrimoniali fossero coinvolti. “
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Delimitazione rispetto ad altri reati

La messa in pericolo intenzionale della collettività ai sensi del § 176 StGB è un reato residuale. Si applica solo se nessuno dei reati di pericolo per la collettività specificamente disciplinati è pertinente. Decisiva non è la natura del mezzo, bensì il provocare un pericolo generale per molte persone o proprietà altrui su vasta scala.

Concorsi:

Concorso reale:

Si configura una concorrenza reale quando alla messa in pericolo intenzionale della collettività si aggiungono ulteriori reati autonomi, come ad esempio lesioni personali, lesioni personali gravi, reati di omicidio, danneggiamento o reati contro la libertà personale.
I reati sussistono parallelamente, poiché vengono lesi diversi beni giuridici.

Concorso apparente:

Si configura una concorrenza apparente quando un altro elemento costitutivo del reato comprende integralmente l’intero contenuto illecito della messa in pericolo intenzionale della collettività.
Ciò è pensabile solo in casi eccezionali. Di norma, la messa in pericolo intenzionale della collettività mantiene il suo carattere autonomo di reato di pericolo per la collettività.

Pluralità di reati:

Si configura un concorso materiale di reati quando più messe in pericolo della collettività vengono commesse indipendentemente l’una dall’altra, ad esempio in luoghi diversi o in momenti diversi.
Ogni azione costituisce un proprio reato penale.

Azione continuata:

Può sussistere un reato unitario quando più azioni di messa in pericolo sono direttamente collegate e sono sostenute da un piano criminoso unitario.
L’unità dell’azione termina non appena l’autore non compie più ulteriori azioni di messa in pericolo oppure abbandona il suo proposito.

Rechtsanwalt Sebastian Riedlmair Sebastian Riedlmair
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„Il § 176 StGB è un elemento costitutivo residuale del reato. Non appena sono pertinenti l’incendio doloso, gli esplosivi o le radiazioni, decide l’elemento costitutivo speciale del reato, non la messa in pericolo generale della collettività. “

Onere della prova & valutazione delle prove

Procura:

La Procura della Repubblica deve dimostrare che l’indagato ha provocato un concreto pericolo per la collettività per l’integrità fisica o la vita di molte persone oppure per proprietà altrui su vasta scala.
Il verificarsi di un danno non è necessario, decisiva è la reale situazione di pericolo.

In particolare, è necessario dimostrare che

Tribunale:

Il giudice valuta tutte le prove nel contesto generale e verifica se sussisteva un pericolo per la collettività in senso giuridico e se questo è oggettivamente imputabile all’indagato.

Si tiene conto in particolare di

Persona accusata:

La persona accusata non ha alcun onere della prova, ma può evidenziare dubbi fondati, ad esempio

Rechtsanwalt Peter Harlander Peter Harlander
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„Nel procedimento non conta ciò che si afferma, bensì ciò che è dimostrabile. Chi documenta in modo accurato la situazione di pericolo, lo svolgimento e l’effettivo coinvolgimento, crea spesso la leva decisiva per la difesa. “
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Esempi pratici

Questo esempio chiarisce che la messa in pericolo intenzionale della collettività sussiste sempre quando l’autore, mediante un’azione consapevole, crea una situazione di pericolo generale che non si limita a singole persone e minaccia contemporaneamente molte persone o proprietà altrui, senza che vengano impiegati incendio doloso, esplosivi o radiazioni.

Fattispecie soggettiva

L’elemento soggettivo del reato di messa in pericolo intenzionale della collettività richiede il dolo rispetto a tutti gli elementi oggettivi del reato.
L’autore deve sapere o quantomeno ritenere seriamente possibile di provocare, mediante il suo comportamento, un pericolo per l’integrità fisica o la vita di un numero elevato di persone o per proprietà altrui su vasta scala.

Il dolo deve riferirsi al fatto che il pericolo non riguarda solo singole persone, bensì un numero indeterminato di persone oppure ingenti valori patrimoniali altrui.
Non è sufficiente che l’autore preveda solo un pericolo individuale. Egli deve riconoscere o quantomeno accettare consapevolmente che la sua azione scatena un pericolo per la collettività.

Per il dolo è sufficiente che l’autore ritenga seriamente possibile il verificarsi di una tale situazione di pericolo e se ne faccia una ragione.
È sufficiente il dolo eventuale. L’autore non deve necessariamente volere con certezza la messa in pericolo, è sufficiente che accetti consapevolmente l’ampiezza del pericolo.

Il dolo deve inoltre riferirsi al fatto che il pericolo è considerevole, quindi minaccia l’integrità fisica, la vita o proprietà altrui su vasta scala. Un mero dolo per la messa in pericolo lieve o per una mera compromissione materiale non è sufficiente.

Per quanto riguarda le gravi conseguenze dell’atto, come lesioni gravi, decessi o il mettere in pericolo molte persone, non è necessario il dolo. È sufficiente che l’autore commetta intenzionalmente la messa in pericolo della collettività e che le gravi conseguenze gli siano imputabili per colpa.

È necessario che si realizzi proprio quel pericolo che viene tipicamente creato dal comportamento di messa in pericolo intenzionale, e che il verificarsi della grave conseguenza fosse prevedibile ed evitabile per l’autore in caso di comportamento conforme ai propri doveri.

Non sussiste alcun elemento soggettivo del reato se l’autore presuppone seriamente che il suo comportamento non scateni alcun pericolo per la collettività, che la situazione rimanga controllabile o che non venga messo in pericolo un numero elevato di persone o proprietà altrui su vasta scala.
Allo stesso modo, manca il dolo se la situazione di pericolo sorge solo per colpa oppure se l’autore non riconosce l’ampiezza del pericolo e non la accetta consapevolmente.

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Colpa & Errori

Errore sul divieto:

Un errore sul divieto scusa solo se era inevitabile.
Chi crea consapevolmente una situazione di pericolo che minaccia l’integrità fisica o la vita di molte persone oppure proprietà altrui su vasta scala, di norma non può invocare di non aver riconosciuto l’illiceità.
Ognuno è tenuto a informarsi sui limiti giuridici delle azioni pericolose. La mera ignoranza o la leggerezza non escludono la colpa.

Principio di colpevolezza:

È punibile solo chi agisce in modo colpevole. La messa in pericolo intenzionale della collettività è un reato doloso.
L’autore deve riconoscere o quantomeno accettare consapevolmente che il suo comportamento scatena un pericolo per la collettività per molte persone o proprietà altrui. Se manca questo dolo, ad esempio perché l’autore presuppone seriamente che la situazione rimanga controllabile o riguardi solo singoli individui, non sussiste alcuna messa in pericolo intenzionale della collettività, bensì al massimo un comportamento colposo.

Incapacità di intendere e di volere:

Non è in colpa chi, al momento del fatto, a causa di un grave disturbo psichico, di una infermità mentale patologica o di una notevole incapacità di controllo, non era in grado di comprendere l’illiceità della messa in pericolo della collettività o di agire secondo tale comprensione. In caso di dubbi in tal senso, viene richiesta una perizia psichiatrica.

Stato di necessità scusante:

Può sussistere uno stato di necessità scusabile se l’autore agisce in una situazione di coercizione estrema per evitare un pericolo acuto per la propria vita o per la vita di altri. Anche nel caso di messa in pericolo intenzionale della collettività, il comportamento rimane illegale, ma può avere un effetto attenuante o scusante se non c’era altra via d’uscita e la situazione di pericolo non era altrimenti evitabile.

Legittima difesa putativa:

Chi crede erroneamente di essere autorizzato ad agire per difesa causando una situazione pericolosa, agisce senza dolo se l’errore era grave e comprensibile.
Un tale errore può attenuare o escludere la colpa. Tuttavia, se rimane una violazione del dovere di diligenza, si può prendere in considerazione una responsabilità colposa, ma non una giustificazione.

Estinzione della pena & Diversione

Diversione:

Secondo il codice di procedura penale, una diversione presuppone obbligatoriamente che il reato non sia punibile con più di cinque anni di reclusione, che la colpa non sia grave e che non si sia verificato alcun decesso.

La messa in pericolo intenzionale della collettività ai sensi del § 176 StGB è già punibile nel reato di base con una pena detentiva da uno a dieci anni. Pertanto, una risoluzione diversionale fallisce già per la minaccia di una pena superiore a cinque anni. Una diversione è esclusa per legge.

Se si verificano ulteriori conseguenze oltre a quelle menzionate nell’incendio doloso con gravi conseguenze, in particolare lesioni gravi, decessi o la messa in pericolo di molte persone, una diversione è tanto più inammissibile. In questi casi non si tratta di un illecito minore, ma di una grave messa in pericolo della collettività, che deve essere obbligatoriamente perseguita per via giudiziaria.

Una diversione non è quindi presa in considerazione in caso di messa in pericolo intenzionale della collettività perché

Misure come prestazioni pecuniarie, lavori socialmente utili, modelli di periodo di prova o compensazione del reato non sono legalmente disponibili in queste costellazioni. Si arriva obbligatoriamente a un procedimento penale formale.

Esclusione della diversione:

L’esclusione della diversione non deriva da una valutazione del singolo caso, ma direttamente dalla legge.
Il legislatore valuta la messa in pericolo intenzionale della collettività come un grave reato di pericolo per la collettività. L’ampiezza del pericolo, l’incontrollabilità della situazione e la potenziale minaccia per una moltitudine di persone escludono sistematicamente una risoluzione diversionale.

Rechtsanwalt Sebastian Riedlmair Sebastian Riedlmair
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„Una diversione è possibile solo in caso di reati lievi con bassa minaccia di pena e colpa lieve. Se questi presupposti non sussistono, è obbligatorio svolgere un procedimento penale regolare con decisione giudiziaria. “
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Determinazione della pena & Conseguenze

Il tribunale commisura la pena in caso di messa in pericolo intenzionale della collettività in base all’entità del pericolo generale creato, ma soprattutto in base al tipo, all’intensità e alla controllabilità della situazione di pericolo nonché alle conseguenze concrete del reato. Decisivo è quanto gravemente siano stati messi in pericolo o feriti la vita o l’integrità fisica delle persone e quale entità del pericolo per la proprietà altrui sussistesse. Il puro danno materiale passa nettamente in secondo piano rispetto alla componente di pericolo, ma rimane rilevante per la valutazione complessiva.

Particolarmente rilevante è se l’autore ha agito in modo mirato, pianificato o preparato, se la situazione di pericolo è stata causata in modo spontaneo o organizzato e quale potenziale di escalation e diffusione sussisteva. In caso di gravi conseguenze del reato come lesioni gravi, decessi o la messa in pericolo di molte persone, queste conseguenze sono un fattore centrale per la commisurazione della pena.

Circostanze aggravanti sussistono in particolare se

Circostanze attenuanti sono, ad esempio,

A causa dell’elevata minaccia di pena prevista dalla legge, il margine di manovra per le attenuanti è limitato. Una sospensione condizionale della pena è possibile solo se il quadro edittale inflitto lo consente e sussiste una prognosi sociale positiva. In caso di gravi conseguenze del reato, una sospensione condizionale è regolarmente esclusa.

Limiti di pena

Nel caso della messa in pericolo intenzionale della collettività, la legge prevede un quadro edittale di base chiaramente elevato, che si basa sull’ampiezza del pericolo e sulle conseguenze verificatesi. Decisivo non è il danno materiale, ma l’entità del pericolo per la vita umana e la proprietà altrui.

Se, diversamente dall’incendio doloso, dalla messa in pericolo intenzionale mediante energia nucleare o radiazioni ionizzanti o dalla messa in pericolo intenzionale mediante esplosivi, viene causato un pericolo per la vita o l’integrità fisica di un numero maggiore di persone o per proprietà altrui in misura elevata, la pena detentiva è compresa tra uno e dieci anni.
Già questa forma base è considerata un reato grave, perché il pericolo creato può escalare in modo incontrollabile e molte persone possono essere colpite in qualsiasi momento.

Se il reato ha gravi conseguenze, in particolare lesioni personali gravi a un numero maggiore di persone o la messa in pericolo di molte persone, si applicano le pene più severe previste per l’incendio doloso con gravi conseguenze. In questi casi è prevista una pena detentiva da cinque a quindici anni. Il legislatore valuta qui il concreto danno e pericolo per la vita umana come particolarmente grave.

Se, in conseguenza della messa in pericolo intenzionale della collettività, si verifica la morte di persone, si applicano le pene più elevate. In queste costellazioni, la pena detentiva è compresa tra dieci e venti anni.
Qui non è più il pericolo in sé a essere in primo piano, ma l’esito letale del pericolo per la collettività, che rende il reato uno dei reati più gravi del diritto penale.

Multa – Sistema delle quote giornaliere

Il diritto penale austriaco calcola le multe secondo il sistema delle quote giornaliere. Il numero delle quote giornaliere dipende dalla colpa, l’importo per giorno dalla capacità finanziaria. In questo modo la pena viene adattata alle condizioni personali e rimane comunque percepibile.

Nota:

In caso di messa in pericolo intenzionale della collettività ai sensi del § 176 StGB è regolarmente prevista una pena detentiva. A causa dell’elevata minaccia di pena da uno a dieci anni, in caso di gravi conseguenze del reato fino a venti anni di reclusione, una pura pena pecuniaria non è praticamente presa in considerazione.

Pena detentiva & Sospensione condizionale (parziale)

§ 37 StGB: Se la pena prevista dalla legge arriva fino a cinque anni, il tribunale può infliggere una pena pecuniaria anziché una breve pena detentiva di massimo un anno.

Questa possibilità non sussiste nel caso della messa in pericolo intenzionale della collettività ai sensi del § 176 StGB. Già il reato di base è punibile con una pena detentiva da uno a dieci anni. Pertanto, l’ambito di applicazione del § 37 StGB è escluso fin dall’inizio. Una sostituzione della pena detentiva con una pena pecuniaria non è legalmente presa in considerazione.

§ 43 StGB: Una pena detentiva può essere sospesa condizionalmente se non supera i due anni e sussiste una prognosi sociale positiva.

§ 43a StGB: La sospensione parzialmente condizionale consente una combinazione di parte di pena incondizionata e sospesa condizionalmente. È possibile per pene superiori a sei mesi e fino a due anni.

§§ 50 bis 52 StGB: Il tribunale può impartire istruzioni e disporre l’assistenza alla libertà vigilata, ad esempio

Nel caso della messa in pericolo intenzionale della collettività, queste misure sono prese in considerazione solo in via integrativa ed esclusivamente nel quadro di una sospensione (parziale) condizionale della pena. Esse non possono sostituire la pena detentiva, ma solo agire in via accessoria.

Competenza dei tribunali

Competenza materiale

Nel caso della messa in pericolo intenzionale della collettività è competente esclusivamente il tribunale regionale. Un tribunale distrettuale non è preso in considerazione in nessuna costellazione, poiché il § 176 StGB è già punibile nel reato di base con una pena detentiva da uno a dieci anni e quindi al di fuori della competenza del tribunale distrettuale.

Tribunale regionale in composizione collegiale

Questa competenza sussiste se la messa in pericolo intenzionale della collettività

senza che si siano già verificate conseguenze particolarmente gravi.

In questi casi si tratta della forma base della messa in pericolo intenzionale della collettività, in cui l’illecito aggravato deriva dall’ampiezza del pericolo, senza che si siano già verificate lesioni gravi, decessi o situazioni di emergenza per molte persone.

Tribunale regionale in composizione di corte d’assise

Questa competenza sussiste se la messa in pericolo intenzionale della collettività

Qui non è più il mero pericolo a essere in primo piano, ma la conseguenza particolarmente grave del reato. A causa dell’eccezionale gravità dell’illecito, in questi casi è prevista una decisione da parte della corte d’assise.

Rechtsanwalt Peter Harlander Peter Harlander
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„La competenza giurisdizionale segue esclusivamente l’ordinamento di competenza legale. Determinanti sono la minaccia di pena, il luogo del reato e la competenza procedurale, non la valutazione soggettiva delle parti coinvolte o la complessità effettiva della fattispecie. “

Competenza territoriale

Il tribunale territorialmente competente è fondamentalmente il tribunale del luogo in cui è stato commesso il reato. Decisivo è dove è stato causato il pericolo per la collettività o dove si è manifestata la situazione di pericolo.

Se il luogo del reato non può essere determinato in modo univoco, la competenza si basa su

Il procedimento viene condotto dove è meglio garantita una realizzazione appropriata e ordinata.

Grado di giudizio

Contro le sentenze del tribunale regionale in qualità di tribunale collegiale o corte d’assise sono ammissibili l’appello e il ricorso per nullità.
Competente a decidere su questi mezzi di impugnazione è la Corte Suprema.

Pretese civili nel procedimento penale

Nel caso della messa in pericolo intenzionale della collettività ai sensi del § 176 StGB, la persona danneggiata può far valere le proprie pretese di diritto civile direttamente nel procedimento penale in qualità di parte civile. Queste si riferiscono in particolare a danni materiali, costi di ripristino, diminuzione di valore nonché a danni conseguenti, che sono stati causati dalla situazione di pericolo creata.

Inoltre, possono essere richiesti il risarcimento dei danni alla persona, ad esempio spese di cura, mancato guadagno, risarcimento per danni morali e altre conseguenze immediate del reato, se delle persone sono state ferite o si sono trovate in situazioni di emergenza a causa della messa in pericolo della collettività.

L’adesione della parte civile sospende la prescrizione delle pretese fatte valere, fintanto che il procedimento penale è pendente. Dopo la conclusione definitiva, la prescrizione continua a decorrere solo nella misura in cui le pretese non sono state riconosciute.

Un risarcimento volontario del danno può avere un effetto attenuante, a condizione che avvenga tempestivamente e seriamente. Nel caso della messa in pericolo intenzionale della collettività, questo effetto attenuante è tuttavia limitato, poiché il fulcro dell’illecito risiede nell’ampiezza del pericolo e nella messa in pericolo di molte persone.

Se l’autore ha agito in modo mirato, pianificato o spietato o se diverse persone sono state concretamente messe in pericolo, un risarcimento successivo perde regolarmente una parte considerevole della sua importanza attenuante.

Rechtsanwalt Sebastian Riedlmair Sebastian Riedlmair
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„Le pretese della parte civile devono essere chiaramente quantificate e documentate. Senza una documentazione pulita del danno, la pretesa di risarcimento nel procedimento penale rimane spesso incompleta e si sposta nel procedimento civile. “
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Il procedimento penale in sintesi

Inizio delle indagini

Un procedimento penale presuppone un sospetto concreto, a partire dal quale una persona è considerata imputata e può avvalersi di tutti i diritti dell’imputato. Poiché si tratta di un reato perseguibile d’ufficio, la polizia e la procura avviano il procedimento d’ufficio non appena sussiste un sospetto corrispondente. Non è necessaria una dichiarazione speciale del danneggiato.

Polizia e Procura

La procura conduce il procedimento di indagine e determina l’ulteriore corso. La polizia criminale esegue le indagini necessarie, mette in sicurezza le tracce, raccoglie le testimonianze e documenta il danno. Alla fine, la procura decide in merito a archiviazione, diversion o accusa, a seconda del grado di colpa, dell’ammontare del danno e della situazione probatoria.

Interrogatorio dell’indagato

Prima di ogni interrogatorio, la persona accusata riceve una completa informazione sui suoi diritti, in particolare il diritto al silenzio e il diritto all’assistenza di un difensore. Se l’accusato richiede un difensore, l’interrogatorio deve essere rinviato. L’interrogatorio formale dell’accusato serve al confronto con l’accusa nonché alla concessione della possibilità di esprimersi.

Accesso agli atti

L’accesso agli atti può essere effettuato presso la polizia, la procura o il tribunale. Comprende anche gli oggetti di prova, nella misura in cui lo scopo dell’indagine non viene messo in pericolo. L’adesione come parte civile si basa sulle norme generali del codice di procedura penale e consente alla persona danneggiata di far valere le pretese di risarcimento danni direttamente nel procedimento penale.

Udienza principale

L’udienza principale serve all’assunzione orale delle prove, alla valutazione giuridica e alla decisione su eventuali pretese di diritto civile. Il tribunale verifica in particolare lo svolgimento del fatto, il dolo, l’ammontare del danno e la credibilità delle dichiarazioni. Il procedimento si conclude con una condanna, un’assoluzione o una risoluzione diversionale.

Diritti dell’accusato

Rechtsanwalt Sebastian Riedlmair Sebastian Riedlmair
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„I passi giusti nelle prime 48 ore spesso decidono se un procedimento degenera o rimane controllabile.“
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Prassi & consigli comportamentali

  1. Mantenere il silenzio.
    È sufficiente una breve dichiarazione: “Mi avvalgo del mio diritto di rimanere in silenzio e parlerò prima con il mio avvocato”. Questo diritto vale già dal primo interrogatorio da parte della polizia o della procura.
  2. Contattare immediatamente un difensore.
    Non si dovrebbe rilasciare alcuna dichiarazione senza aver visionato gli atti dell’indagine. Solo dopo aver visionato gli atti, la difesa può valutare quale strategia e quali misure di protezione delle prove siano sensate.
  3. Mettere subito al sicuro le prove.
    Dovreste mettere al sicuro il prima possibile tutti i documenti, messaggi, foto, video e altre registrazioni disponibili e conservarli in copia. I dati digitali devono essere regolarmente messi al sicuro e protetti da modifiche successive. Annotate le persone importanti come possibili testimoni e registrate tempestivamente lo svolgimento degli eventi in un protocollo di memoria.
  4. Non prendere contatto con la controparte.
    I propri messaggi, chiamate o post possono essere utilizzati come prove contro di voi. Tutta la comunicazione deve avvenire esclusivamente tramite la difesa.
  5. Mettere al sicuro tempestivamente le registrazioni video e dati.
    I video di sorveglianza sui mezzi di trasporto pubblici, nei locali o dalle amministrazioni condominiali vengono spesso cancellati automaticamente dopo pochi giorni. Le richieste di salvataggio dei dati devono quindi essere presentate immediatamente ai gestori, alla polizia o alla procura.
  6. Documentare perquisizioni e sequestri.
    In caso di perquisizioni domiciliari o sequestri, dovreste richiedere una copia dell’ordinanza o del verbale. Annotare data, ora, persone coinvolte e tutti gli oggetti portati via.
  7. In caso di arresto: nessuna dichiarazione sull’argomento.
    Insistete per un’immediata notifica al vostro difensore. La custodia cautelare può essere disposta solo in caso di forte sospetto di reato e di un ulteriore motivo di custodia cautelare. Misure meno severe (ad es. promessa, obbligo di notifica, divieto di contatto) hanno la priorità.
  8. Preparare il risarcimento in modo mirato.
    Pagamenti, prestazioni simboliche, scuse o altre offerte di compensazione devono essere gestite ed essere documentate esclusivamente tramite la difesa. Un risarcimento strutturato può avere un effetto positivo sulla commisurazione della pena.
Rechtsanwalt Peter Harlander Peter Harlander
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„Chi agisce con ponderazione, mette al sicuro le prove e cerca tempestivamente assistenza legale, mantiene il controllo sul procedimento.“

I suoi vantaggi con il supporto legale

La messa in pericolo intenzionale della collettività ai sensi del § 176 StGB è un grave reato di pericolo per la collettività. Al centro vi sono la causazione di un pericolo generale, il coinvolgimento di un numero maggiore di persone e la messa in pericolo di proprietà altrui in misura elevata. La valutazione giuridica dipende fortemente dal tipo di fonte di pericolo, dallo svolgimento dell’evento, dall’ampiezza del pericolo, dalla controllabilità della situazione, dalla forma del dolo e dalla situazione probatoria. Già piccole differenze nello svolgimento decidono se sussiste effettivamente una messa in pericolo intenzionale della collettività o se è necessario un diverso inquadramento giuridico.

Un accompagnamento legale tempestivo garantisce che l’origine del pericolo, la causalità e l’imputazione oggettiva siano esaminate con precisione, che le perizie siano messe in discussione in modo critico e che le circostanze attenuanti siano elaborate in modo utilizzabile.

Il nostro studio legale

In qualità di rappresentanza specializzata in diritto penale, ci assicuriamo che l’accusa di messa in pericolo intenzionale della collettività sia esaminata in modo oggettivo, strutturato e coerente, al fine di respingere accuse ingiustificate o eccessive e di tutelare efficacemente i Suoi interessi legali.

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„L’assistenza legale significa separare chiaramente l’effettivo accadimento dalle valutazioni e sviluppare da ciò una strategia di difesa solida.“
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FAQ – Domande frequenti

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