Omicidio su richiesta
- Omicidio su richiesta
- Fattispecie oggettiva
- Delimitazione rispetto ad altri reati
- Onere della prova & valutazione delle prove
- Esempi pratici
- Fattispecie soggettiva
- Illiceità & Giustificazioni
- Estinzione della pena & Diversione
- Determinazione della pena & Conseguenze
- Quadro sanzionatorio § 77 StGB
- Pena detentiva & Sospensione condizionale (parziale)
- Competenza dei tribunali
- Il procedimento penale in sintesi
- Diritti dell’accusato
- Prassi & consigli comportamentali
- Domande frequenti – FAQ
Omicidio su richiesta
L’omicidio su richiesta è regolato dal § 77 StGB. Si verifica quando qualcuno uccide un’altra persona su richiesta esplicita, seria e insistente di quest’ultima. La differenza cruciale rispetto all’omicidio colposo (§ 76 StGB) risiede nel fatto che qui il motivo dell’atto non è una situazione emotiva eccezionale dell’autore, bensì il desiderio libero e serio di morire della vittima. Ciononostante, l’atto rimane punibile, poiché la vita, in quanto bene giuridico di massimo rango, non è a disposizione.
Omicidio su richiesta esplicita, seria e insistente della vittima
Peter HarlanderHarlander & Partner Rechtsanwälte „Bei Tötung auf Verlangen entscheidet eine präzise Verteidigungsstrategie über den Ausgang des Verfahrens.“
Fattispecie oggettiva
La parte oggettiva descrive l’aspetto esteriore dell’evento. Risponde alla domanda su chi ha fatto cosa e con quali mezzi, quale risultato si è verificato e se esiste un nesso causale tra l’azione e la grave conseguenza lesiva.
Fasi di verifica
- Azione delittuosa: Qualsiasi azione causale che provochi la morte (ad es. somministrazione di veleno, soffocamento, sparo).
- Esito delittuoso: Morte di un’altra persona.
- Causalità: L’azione deve effettivamente causare la morte. Senza il comportamento dell’autore, la morte non si sarebbe verificata.
- Richiesta della vittima: esplicita, seria, insistente, liberamente responsabile e diretta alla propria morte.
Delimitazione rispetto ad altri reati
- § 75 StGB – Omicidio: uccisione intenzionale senza consenso o contro la volontà della vittima.
- § 76 StGB – Omicidio colposo: uccisione in una situazione emotiva eccezionale, senza richiesta esplicita.
- § 78 StGB – Partecipazione al suicidio: la vittima agisce autonomamente; l’autore fornisce solo aiuto o incoraggiamento.
- § 80 StGB – Omicidio colposo per negligenza: morte causata da violazione del dovere di diligenza, ma senza dolo.
L’omicidio su richiesta costituisce quindi una linea di confine tra omicidio e suicidio. Rimane punibile anche se la vittima desiderava espressamente morire, poiché il diritto penale attribuisce maggiore importanza alla protezione della vita rispetto all’autonomia sulla morte.
Disposizione anticipata di trattamento e § 77 StGB
Dal 2022, in Austria, la Legge sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (StVfG) ha creato una possibilità strettamente limitata di attuare legalmente e in modo controllato il proprio desiderio di morire. Tuttavia, esclusivamente tramite un’azione autonoma della persona interessata.
La disposizione anticipata di trattamento consente a una persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, che soffre di una malattia incurabile o grave e permanente con sofferenza persistente, di assumere autonomamente un preparato letale, a condizione che
- due medici (uno con formazione in medicina palliativa) abbiano confermato la capacità decisionale e la libera responsabilità,
- la disposizione sia stata redatta per iscritto davanti a un notaio o a un rappresentante del paziente,
- e il preparato venga consegnato solo alla persona interessata.
Non si configura una disposizione anticipata di trattamento ai sensi della legge, se
- un’altra persona somministra il mezzo letale,
- l’azione non è autonoma,
- o il “desiderio di morire” non è stato espresso liberamente e in modo duraturo.
In tutti questi casi, si applica nuovamente il reato di § 77 StGB, poiché la legge consente solo il suicidio assistito, ma non l’eutanasia attiva.
Sebastian RiedlmairHarlander & Partner Rechtsanwälte „Sterbeverfügung bedeutet Selbstbestimmung, nicht aktive Sterbehilfe. Die Grenze liegt bei der eigenhändigen Handlung.“
Onere della prova & valutazione delle prove
Procura: ha l’onere della prova per l’azione, il grave risultato, la causalità, l’imputazione e, se del caso, le qualificazioni.
Tribunale: valuta l’insieme delle prove e in particolare la documentazione medica. I mezzi di prova inadeguati o ottenuti illegalmente non sono utilizzabili.
Imputato/a: non ha l’onere della prova, ma può indicare percorsi alternativi, motivare dubbi sulla causalità o far valere divieti di utilizzo delle prove.
Prove tipiche: referti medici, diagnostica per immagini (TC, raggi X, risonanza magnetica), testimoni neutrali, registrazioni video, metadati digitali, perizie di esperti sulla gravità della lesione.
Peter HarlanderHarlander & Partner Rechtsanwälte „Beweise entfalten erst mit frühzeitiger Akteneinsicht und konsequenter Beweissicherung ihre volle Wirkung.“
Esempi pratici
- Un familiare assistente somministra a una persona malata terminale, su sua esplicita richiesta, una dose letale di farmaci.
- Un coniuge soffoca il partner gravemente malato, dopo che questi ha ripetutamente e insistentemente chiesto la morte.
- Una dottoressa esegue un’iniezione per compassione, perché il paziente non vuole più soffrire.
- Non si configura omicidio su richiesta se la vittima non è più in grado di prendere decisioni o il desiderio è stato espresso solo in un momento di disperazione temporanea.
Fattispecie soggettiva
È richiesto il dolo di uccidere un’altra persona, unito alla consapevolezza e alla volontà di agire su richiesta esplicita, seria e insistente della vittima.
L’autore riconosce che il suo comportamento causerà la morte e intende soddisfare tale desiderio.
Caratteristica dell’omicidio su richiesta non è quindi un affetto o una perdita di controllo, bensì un’azione consapevole dettata da compassione, lealtà o legame emotivo, che tuttavia configura il reato.
Il diritto penale non distingue qui in base alla motivazione morale, ma in base all’azione oggettiva, ovvero all’intervento mirato nella vita di un altro.
La giurisprudenza richiede che la richiesta della vittima sia stata espressa seriamente, in modo duraturo e liberamente responsabile.
La negligenza o un mero presunto consenso non sono sufficienti; in questi casi si configura regolarmente l’omicidio ai sensi del § 75 StGB.
Sebastian RiedlmairHarlander & Partner Rechtsanwälte „Mitleid erklärt die Motivation, es beseitigt nicht die Strafbarkeit der Tötungshandlung.“
Illiceità & Giustificazioni
- L’omicidio su richiesta è fondamentalmente illecito. Anche se la vittima desidera espressamente la morte, la vita rimane un bene giuridico di massimo rango, di cui nessuno può disporre liberamente.
Solo in casi eccezionali e ben definiti un comportamento può essere giustificato o scusato. - Legittima difesa: Un attacco attuale e illecito può essere respinto, a condizione che la difesa sia necessaria e proporzionata. Chi però uccide per porre fine alla sofferenza non agisce in legittima difesa.
- Stato di necessità scusante: Si verifica quando esiste un pericolo imminente, non è disponibile un mezzo meno gravoso e si persegue un interesse prevalente. Un’azione dettata da compassione di solito non soddisfa questi requisiti.
- Consenso efficace: Un consenso alla propria uccisione è giuridicamente irrilevante. Il diritto penale non riconosce alcuna disposizione sulla propria vita. Anche un consenso esplicito della vittima non elimina l’illiceità.
- Poteri legali: Gli interventi sono ammissibili solo se basati su una base legale e proporzionati, ad esempio nell’ambito di trattamenti medici o atti ufficiali statali.
Onere della prova: La Procura deve dimostrare, senza ragionevoli dubbi, che non sussiste alcuna causa di giustificazione. L’imputato non deve provare nulla; fatti concreti che generano dubbi sono sufficienti. Il principio “in dubio pro reo” rimane determinante.
Colpa & Errori
- Errore sul divieto: scusa solo se inevitabile (obbligo di informarsi!).
- Principio di colpevolezza: È punibile solo chi agisce con colpa.
- Incapacità di intendere e di volere: nessuna colpa in caso di grave disturbo mentale ecc. – perizia psichiatrico-forense, non appena sussistono indizi.
- Stato di necessità scusante: Irragionevolezza di un comportamento lecito in una situazione di estrema coercizione.
- Legittima difesa putativa: L’errore sulla giustificazione esclude il dolo; la negligenza rimane, se prevista dalla norma.
Estinzione della pena & Diversione
Un procedimento penale può concludersi in rari casi eccezionali senza condanna, ad esempio in caso di desistenza dal tentativo. Una desistenza volontaria si verifica quando l’autore interrompe autonomamente l’ulteriore esecuzione o impedisce ancora la morte.
Una diversione è di norma esclusa per il reato di omicidio su richiesta, perché la colpa è troppo grave. Solo in circostanze eccezionali, ad esempio in caso di dolo significativamente ridotto e di comprovata ampia riparazione del danno, potrebbe essere presa in considerazione.
Determinazione della pena & Conseguenze
L’entità di una pena dipende dalla colpa e dalle conseguenze dell’atto. Il tribunale considera la gravità delle lesioni, la pericolosità o l’imprudenza dell’azione e se l’autore ha agito in modo pianificato o spontaneo. Vengono esaminate anche le circostanze personali, come precedenti penali, situazione di vita, disponibilità a confessare o sforzi per la riparazione del danno.
Circostanze aggravanti sono, ad esempio, più reati, particolare spregiudicatezza o attacchi a persone indifese.
Circostanze attenuanti sono l’incensuratezza, una confessione completa, la riparazione del danno o la corresponsabilità della vittima. Anche una lunga durata del procedimento penale può avere un effetto attenuante.
Il diritto penale austriaco conosce il sistema delle quote giornaliere per le pene pecuniarie: il numero delle quote giornaliere dipende dalla gravità della colpa, la singola quota giornaliera dal reddito. Ciò serve a garantire che una pena pecuniaria sia percepita in modo equo da tutti gli interessati. Se la pena non viene pagata, può essere convertita in una pena detentiva sostitutiva.
Una pena detentiva può essere sospesa condizionalmente in tutto o in parte, se la pena non supera i due anni e sussiste una prognosi sociale positiva. In questo caso, il condannato rimane in libertà, ma deve dimostrare buona condotta durante un periodo di prova da uno a tre anni. Se tutte le condizioni sono rispettate, la pena si considera definitivamente sospesa.
I tribunali possono inoltre impartire direttive, ad esempio per la riparazione del danno, la terapia o la restrizione dei contatti, e disporre la libertà vigilata. L’obiettivo è sempre quello di ridurre il rischio di recidiva e promuovere uno stile di vita stabile.
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- Pena detentiva da sei mesi fino a cinque anni.
- Il quadro sanzionatorio è nettamente più mite rispetto all’omicidio o all’omicidio colposo, poiché l’autore agisce su esplicita richiesta della vittima. Ciononostante, si tratta di un grave reato contro la vita.
Pena detentiva & Sospensione condizionale (parziale)
§ 37 StGB: Se la minaccia di pena legale si estende fino a cinque anni di reclusione, il tribunale dovrebbe anziché una breve pena detentiva di massimo un anno imporre una multa.
Art. 43 del Codice Penale: Una pena detentiva sospesa condizionalmente può essere pronunciata se la pena inflitta non supera i due anni e al condannato può essere certificata una prognosi sociale favorevole. Il periodo di prova è di uno-tre anni. Se viene completato senza revoca, la pena è considerata definitivamente sospesa.
§ 43a StGB: La sospensione parzialmente condizionale consente una combinazione di parte incondizionata e condizionale della pena. Per pene detentive superiori a sei mesi e fino a due anni, una parte può essere sospesa condizionalmente o sostituita da una multa fino a settecentoventi quote giornaliere, se ciò appare appropriato in base alle circostanze.
Artt. 50-52 del Codice Penale: Il tribunale può inoltre impartire direttive e disporre l’assistenza in libertà vigilata. Le direttive tipiche riguardano il risarcimento del danno, la terapia, i divieti di contatto o di soggiorno, nonché misure per la stabilizzazione sociale. L’obiettivo è prevenire ulteriori reati e promuovere una riabilitazione legale duratura.
Competenza dei tribunali
Competenza materiale: Tribunale regionale come corte d’assise
Competenza territoriale: Luogo del reato o del risultato; in via sussidiaria domicilio/luogo di accesso.
Gradi di giudizio: Appello alla Corte d’Appello; ricorso per cassazione alla Corte Suprema.
Pretese civili nel procedimento penale
In caso di tentato omicidio su richiesta, se la persona sopravvive, può costituirsi parte civile nel procedimento penale e far valere pretese di diritto civile come risarcimento per dolore e sofferenza, spese mediche, perdita di guadagno o danni materiali.
La costituzione di parte civile interrompe la prescrizione civile nella misura richiesta. Se la pretesa non viene interamente accolta, può essere successivamente perseguita davanti al tribunale civile.
In caso di reato consumato, questo diritto spetta ai superstiti. Essi possono richiedere il risarcimento per le spese funerarie, la perdita di mantenimento o il danno morale. Una dettagliata e documentata quantificazione del danno facilita l’applicazione di tali pretese.
Un accordo o una riparazione del danno tempestivi possono avere un effetto attenuante nei casi di tentato reato, ma non influiscono sulla misura della pena in caso di reato consumato.
Il procedimento penale in sintesi
- Inizio delle indagini: Qualifica di indagato in caso di sospetto concreto; da quel momento pieni diritti dell’indagato
- Polizia/Procura: La procura dirige, la polizia criminale indaga; Obiettivo: archiviazione, diversione o accusa.
- Interrogatorio dell’indagato: Avvertimento preliminare; l’assistenza di un difensore porta al rinvio; il diritto al silenzio rimane
- Accesso agli atti: presso polizia/procura/tribunale; include anche gli elementi di prova (nella misura in cui lo scopo dell’indagine non è compromesso)
- Dibattimento principale: assunzione orale delle prove, sentenza; decisione sulle pretese della parte civile
Diritti dell’accusato
- Accesso agli atti in pratica: atti del procedimento preliminare e del dibattimento; l’accesso di terzi è limitato a favore dell’accusato.
- Informazione e difesa: Diritto alla notifica, assistenza legale, libera scelta del difensore, assistenza alla traduzione, richieste di prove.
- Silenzio e avvocato: Diritto al silenzio in qualsiasi momento; in caso di presenza di un difensore, l’interrogatorio deve essere rinviato.
- Obbligo di informazione: informazione tempestiva su sospetti/diritti; eccezioni solo per garantire lo scopo dell’indagine.
Prassi & consigli comportamentali
- Mantenere il silenzio.
È sufficiente una breve dichiarazione: “Mi avvalgo del mio diritto di rimanere in silenzio e parlerò prima con il mio avvocato”. Questo diritto vale già dal primo interrogatorio da parte della polizia o della procura. - Contattare immediatamente un difensore.
Non si dovrebbe rilasciare alcuna dichiarazione senza aver visionato gli atti dell’indagine. Solo dopo aver visionato gli atti, la difesa può valutare quale strategia e quali misure di protezione delle prove siano sensate. - Mettere subito al sicuro le prove.
Redigere referti medici, foto con data e scala, eventualmente radiografie o TAC. Conservare separatamente indumenti, oggetti e registrazioni digitali. Redigere un elenco di testimoni e verbali di memoria entro due giorni al massimo. - Non prendere contatto con la controparte.
I propri messaggi, chiamate o post possono essere utilizzati come prove contro di voi. Tutta la comunicazione deve avvenire esclusivamente tramite la difesa. - Mettere al sicuro tempestivamente le registrazioni video e dati.
I video di sorveglianza sui mezzi di trasporto pubblici, nei locali o dalle amministrazioni condominiali vengono spesso cancellati automaticamente dopo pochi giorni. Le richieste di salvataggio dei dati devono quindi essere presentate immediatamente ai gestori, alla polizia o alla procura. - Documentare perquisizioni e sequestri.
In caso di perquisizioni domiciliari o sequestri, dovreste richiedere una copia dell’ordinanza o del verbale. Annotare data, ora, persone coinvolte e tutti gli oggetti portati via. - In caso di arresto: nessuna dichiarazione sull’argomento.
Insistete per un’immediata notifica al vostro difensore. La custodia cautelare può essere disposta solo in caso di forte sospetto di reato e di un ulteriore motivo di custodia cautelare. Misure meno severe (ad es. promessa, obbligo di notifica, divieto di contatto) hanno la priorità. - Preparare in modo mirato il risarcimento del danno.
I pagamenti o le offerte di risarcimento devono essere gestiti e documentati esclusivamente tramite la difesa. Un risarcimento strutturato del danno ha un effetto positivo sulla diversione e sulla determinazione della pena.
I suoi vantaggi con il supporto legale
Un procedimento per omicidio su richiesta rientra tra le situazioni più complesse, sia dal punto di vista legale che umano, del diritto penale.
Dietro tali casi si celano solitamente situazioni tragiche di grave malattia, sovraccarico o intenso legame emotivo. La differenza tra un atto punibile per compassione e un’eutanasia legalmente consentita può essere giuridicamente minima, ma decisiva negli effetti.
Una rappresentanza legale tempestiva è indispensabile per assicurare le prove, esaminare criticamente le perizie e presentare in modo comprensibile la libera responsabilità dell’azione.
Il nostro studio legale
- analizza con precisione se sussisteva effettivamente una richiesta esplicita, seria e libera della vittima,
- esamina la plausibilità delle perizie mediche e psicologiche,
- La accompagna durante l’intero procedimento istruttorio e dibattimentale,
- collabora con esperti forensi,
- e tutela i Suoi diritti con decisione nei confronti di polizia, procura e tribunale.
Una difesa penale esperta assicura che le motivazioni umane siano correttamente comprese e valutate giuridicamente.
In questo modo riceverà una difesa oggettiva, precisa e adattata al Suo caso, che prende sul serio la Sua situazione personale e mira a un giudizio equo.
Peter HarlanderHarlander & Partner Rechtsanwälte „Machen Sie keine inhaltlichen Aussagen ohne vorherige Rücksprache mit Ihrer Verteidigung. Sie haben jederzeit das Recht zu schweigen und eine Anwältin oder einen Anwalt beizuziehen. Dieses Recht gilt bereits bei der ersten polizeilichen Kontaktaufnahme. Erst nach Akteneinsicht lässt sich klären, ob und welche Einlassung sinnvoll ist.“