Indegnità a succedere
Nel diritto austriaco, l’indegnità a succedere costituisce un motivo di esclusione dal diritto ereditario. Si applica quando una persona si trova in un determinato rapporto con il defunto e ha commesso gravi illeciti nei suoi confronti.
L’indegnità a succedere si verifica per legge. Pertanto, non deve essere espressamente indicata nel testamento.
Cos’è l’indegnità a succedere
L’indegnità a succedere costituisce un particolare motivo di esclusione nel diritto ereditario austriaco. Una persona che si è comportata in modo gravemente contrario ai doveri nei confronti del testatore può perdere il proprio diritto ereditario – sia nell’ambito della successione legittima che di quella testamentaria. Ciò riguarda in particolare l’accettazione dell’eredità, i legati e i diritti alla quota di legittima.
Se si verifica un motivo di indegnità a succedere riconosciuto dalla legge, la persona interessata perde la sua qualità di erede ipso iure, cioè automaticamente.
L’indegnità a succedere deve tuttavia essere fatta valere da altri soggetti interessati.
Motivi di indegnità a succedere
La legge distingue due gruppi di motivi di indegnità a succedere: assoluti e relativi. Entrambe le categorie mirano a proteggere la fiducia nel diritto ereditario e a prevenire vantaggi sleali.
Motivi assoluti di indegnità a succedere
Determinate azioni comportano l’indegnità a succedere indipendentemente dal caso specifico. Tra queste rientrano principalmente gli atti punibili contro il testatore o l’eredità, che possono essere commessi solo intenzionalmente e sono puniti con una pena detentiva superiore a un anno (§ 539 ABGB). Anche un semplice tentativo è sufficiente. Non è necessaria una condanna.
Tra questi rientrano, ad esempio:
- Violenza o minaccia contro il testatore
- Inganno nella redazione del testamento
- Soppressione o falsificazione di un testamento
- Gravi reati contro il defunto
Motivi relativi di indegnità a succedere
Motivi relativi (dipendenti dal caso specifico):
Questi si applicano solo se il defunto non poteva più reagire personalmente (ad es. a causa di malattia, incapacità di testare o ignoranza delle circostanze rilevanti):
- Reati contro i parenti stretti del defunto
- Crudeltà psicologica nei confronti del testatore
- Gravi violazioni dei doveri nel rapporto genitore-figlio
Momento di valutazione dell’indegnità a succedere
La capacità di succedere è generalmente valutata al momento della morte del testatore, ai sensi dell’art. 543 ABGB. In determinati casi eccezionali può verificarsi un’indegnità a succedere successiva. Ciò si verifica, ad esempio, quando una persona, dopo l’apertura della successione, commette un atto punibile contro l’eredità o frustra la vera volontà del defunto.
Conseguenze dell’indegnità a succedere
La persona indegna a succedere:
- è trattata legalmente come se non fosse sopravvissuta al testatore
- non può ereditare nulla (nemmeno una quota di legittima o un legato)
Effetti dell’indegnità a succedere sui discendenti dell’indegno
I figli di una persona indegna a succedere possono ereditare, se essi stessi non sono indegni. Subentrano nella posizione ereditaria del loro genitore.
Attenzione: Ciò vale solo se non vi è rinuncia alla quota di legittima o diseredazione.
Perdono dell’indegnità a succedere
L’indegnità a succedere può essere revocata da un perdono del testatore. Questo può avvenire espressamente, ad esempio sotto forma di disposizione testamentaria, o tacitamente. Il perdono deve manifestare chiaramente la volontà del testatore di perdonare il comportamento scorretto.
Un perdono successivo elimina irrevocabilmente l’indegnità a succedere. Nei casi in cui l’atto punibile contro l’eredità sia stato commesso dopo la morte o un testamento sia stato soppresso, il perdono è naturalmente escluso.